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I primati della Sicilia del turismo enogastronomico 2022

Presentato ad Agrigento il Report del turismo enogastronomico realizzato da Roberta Garibaldi, esperta di turismo e cultura, amministratore delegato di Enit (Agenzia nazionale del Turismo) e curatrice, dal 2018, del Rapporto nazionale sul turismo enogastronomico italiano.

Rapporto che nel 2021 ha incoronato proprio la Sicilia come la regione italiana più ambita dall’enogastroturista, seguita da Emilia Romagna e Campania.  Anche il Rapporto sul turismo enogastronomico italiano2022 premia i nostri prodotti certificati d’eccellenza, l’olio e i frantoi bio, le Strade el vino e dei sapori. Turisti sempre più interessati a inserire nei propri viaggi esperienze, degustazioni e tour nelle aziende, soprattutto con prenotazioni online

La Sicilia si conferma come un piccolo paradiso del turismo enogastronomico e si colloca al secondo posto per prodotti agroalimentari certificati, al terzo per frantoi e produzione di olio d’oliva d’eccellenza, al terzo anche per le strade del vino e dei sapori, al quinto posto infine per esperienze enogastronomiche prenotate online. Una delle migliori regioni italiane del buon gusto, insomma

Il rapporto è una fotografia aggiornata annualmente dell’intero ecosistema del turismo enogastronomico italiano: dalle produzioni di eccellenza all’offerta ristorativa, dagli agriturismi ai musei del gusto, passando per le aziende di produzione e le Strade del Vino e dei Sapori.

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L’Italia è leader europeo per i prodotti agroalimentari certificati e i numeri sono cresciuti costantemente nell’ultimo decennio: dal 2011, 76 nuove registrazioni tra i prodotti agroalimentari e otto tra quelli vitivinicoli. Dopo di noi la Francia (con 697 IG) e la Spagna (343), mentre Germania e Regno Unito ne possiedono rispettivamente 136 e 98. “Tra le regioni italiane – evidenziano gli analisti – l’Emilia Romagna ha il maggior numero di prodotti agroalimentari certificati – 47 tra DOP, IGP e STG – seguita dalla Sicilia e dal Veneto (a pari merito con 39). Il Piemonte è in cima alla classifica nazionale per numero di vini IG (59), prima della Toscana (con 58) e del Veneto (53).

Vini siciliani dell’Etna

Il valore economico delle produzioni certificate ha toccato i 16,6 miliardi di euro nel 2020, in lieve calo (-2 per cento rispetto all’anno precedente. L’area del Nord-Est racchiude oltre la metà (53 per cento) del valore nazionale, mentre l’Italia meridionale è l’unica a registrare performance positive sul 2019 (+7,5 per cento). (Ismea-Qualivita, 2022). 

Due settori produttivi che la pandemia non ha intaccato sono quelli del vino e dell’olio, fra i prodotti più rappresentativi dell’agroalimentare. Su 81.741 le imprese agricole che coltivano uva a fine dicembre 2021, la maggior parte si concentra in Veneto, Sicilia e Puglia, che accolgono rispettivamente il 16,4 per cento, il 15,9 per cento e il 13,5 per cento del totale nazionale.

“La chiusura temporanea dei canali dell’Ho.re.Ca – precisano gli autori del rapporto sul turismo enogastronomico – non ha ridotto la produzione complessiva – che, invece, è aumentata del 3,2 per cento sul 2019 –, ma ha inciso negativamente sul fatturato complessivo, passato da 13,4 a 11,5 milioni di euro (-3,6 per cento) (Ismea, 2021a). La vendita online e l’home delivery hanno certamente contribuito a ridurre queste perdite, stimolando, inoltre, il settore ad una maggiore digitalizzazione”.

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Sicilia risulta terza per frantoi biologici con 251 mentre la Sicilia detiene la più ampia superficie dedicata alla viticoltura con oltre 30 mila ettari.La Toscana vanta il maggior numero di cantine (592, pari al 28 per cento del totale nazionale), mentre la Sicilia la più ampia superficie dedicata: oltre 30 mila ettari, pari al 26 per cento. In Calabria il maggior numero di frantoi biologici (858, pari al 40 per cento del totale nazionale), settore in cui la Sicilia ne conta 251 e si colloca al terzo posto d’Italia. 

Lo Street Food siciliano

Con 13 percorsi “strade del vino e dei sapori”, la Sicilia è al terzo posto in Italia. Nell’intero territorio nazionale ve ne sono in gran numero, 103 a novembre 2021, la maggior parte aderenti alla Federazione Italiana delle Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori. “Di queste – riassume il report – 93 hanno un sito web attivo (90 per cento), mentre Toscana e Veneto ne ospitano rispettivamente 20 e 16,

La Sicilia si colloca al quinto posto per quanto riguarda le prenotazioni online di proposte a tema enogastronomico, come degustazioni e tour in cantina o corsi di cucina Toscana e Lazio sono le regioni più prenotate per l’enogastronomia e nella maggior parte delle regioni italiane, le proposte più vendute sono quelle a tema vino, specialmente in Toscana e Piemonte. Nel Lazio, invece, a primeggiare sono i corsi di cucina, così come in Puglia. In Campania e Sicilia i tour di street food, il caratteristico cibo di strada che riscuote uno straordinario successo da parte dei turisti nei centri storici di città come Palermo, Catania e Trapani, ma che non manca certo nelle altre località dell’isola.

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