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La Sicilia è la regione preferita dai turisti per l’enogastronomia

In Sicilia il turismo enogastronomico è cresciuto di oltre il 37% in sette anni. Sono il buon cibo e il buon vino a trainare la ripresa del settore dopo la pandemia. 

L’isola è la regione più apprezzata in assoluto, seguita da Emilia-Romagna e Campania, purtroppo però, per certi versi è ancora carente la consapevolezza del valore sempre crescente dell’enogastronomia per il turismo italiano e della nostra regione.

È la buona tavola con tutte le sue materie prime eccellenti e una pratica corretta a trainare il settore turistico. Dal 2016 al 2023 i “turisti enogastronomici” italiani, tutti coloro quindi che negli ultimi anni hanno svolto almeno un viaggio con pernottamento con la motivazione primaria di bere e mangiare bene, sono passati dal 21 al 58%, con una crescita di ben 37 punti in 7 anni.

Tra le mete preferite dai turisti enogastronomici spicca la Sicilia, indicata dal 46% dei turisti, seguita dall’Emilia-Romagna (44%) e dalla Campania (40%). Questi sono i dati forniti dall’ultimo rapporto sul turismo enogastronomico realizzato dall’Aite, Associazione italiana turismo enogastronomico.

Secondo i dati raccolti dall’Aite, il turista enogastronomico è in prevalenza di sesso maschile e se predilige le esperienze culinarie nei ristoranti, d’altra parte apprezza anche le visite ai luoghi di produzione e gli eventi enogastronomici. Da non sottovalutare i risvolti culturali delle visite, infatti vi è un’alta percentuale di turisti che vorrebbe conoscere di più della cultura enogastronomica del luogo visitato. 

LEGGI ANCHE: Roberta Garibaldi: “La Sicilia grande polo di attrazione di turismo enogastronomico”

Il buon cibo e il buon vino rendono la Sicilia appetibile anche per i turisti stranieri. L’isola risulta avere attrattive molto alte non solo tra gli europei, e in generale dopo il periodo del Covid il turismo enogastronomico è riconosciuto dalla comunità internazionale come un possibile driver per uno sviluppo sostenibile dei territori

La politica purtroppo non sembra avere ancora un piano concreto d’azione in merito. Aite fa notare che l’enogastronomia è presente nei portali turistici regionali, ma manca ancora una strutturazione eterogenea dell’offerta e sono troppo poche le esperienze evidenziate. Sul piano legislativo, inoltre, l’applicazione delle normative sull’enoturismo e l’oleoturismo sono in divenire, e non tutte le Regioni hanno emanato i decreti attuativi. © Riproduzione riservata

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