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Turismo in crescita in Italia: ma al centro-nord numeri più alti che al sud

Il 2023, come ampiamente previsto, è stato l’anno del boom definitivo del turismo che si era arrestato implacabilmente durante la pandemia. Ma secondo i dati è al centro-nord che si registrano flussi maggiori. Anche se una regione del meridione ha avuto numeri davvero importanti.

Turismo in crescita nel 2023, più al Nord che al Sud, ma con la Campania locomotiva meridionale. La percezione, si legge in un approfondimento de Il Sole 24 Ore, è che l’Italia stia vivendo una fase di grande ripresa del turismo è di tutti, ed è confermata dai dati. Per Srm, il centro studi collegato a Intesa Sanpaolo, nel 2023 in Italia è cresciuta la domanda che, in termini assoluti, fa registrare 431 milioni circa di presenze, con un incremento del 4,6% rispetto al 2022. Nel Mezzogiorno si segnala una variazione più bassa (+2,5%) rispetto al dato nazionale.

Sono diverse le cause del divario Nord Sud: la sofferenza della domanda domestica negli ultimi mesi dell’anno dovuta ad una maggiore sensibilità all’aumento dei prezzi; un minore rimbalzo della componente internazionale dovuto alla maggiore concorrenza del bacino Mediterraneo; e altri fenomeni specifici come la chiusura dell’aeroporto di Catania nel pieno della stagione estiva 2023 in seguito al devastante incendio.

Ma nel quadro del Sud c’è una eccezione, ed è rappresentata dalla Campania, dove si prevede una crescita del 5%, anche superiore al dato dell’Italia. Le prime stime evidenziano un consolidamento della ripresa della domanda, soprattutto di quella straniera, recuperando definitivamente i livelli pre-Covid. Lo studio è contenuto nel “Rapporto Turismo 2023” che il centro studi di Intesa Sanpaolo ha curato per conto della società Leader, a sua volta promotrice di HospitalitySud.

L’attrattività della regione Campania è legata a molteplici e variegati aspetti, in grado di coinvolgere più e vari target turistici con diverse motivazioni di viaggio. La regione è, infatti, conosciuta per il suo patrimonio storico-archeologico: ben 6 dei 59 siti iscritti nella Lista del patrimonio mondiale UNESCO sono ubicati in Campania. A ciò si aggiunge il patrimonio naturale (Capri, Sorrento e la Costiera Amalfitana), la tradizione culinaria (è la regione numero 9 in Italia per prodotti DOP, IGP STG) nonché l’ offerta delle località marine: si contano 19 comuni bandiera blu su 226 presenti in Italia.

LEGGI TUTTI: Santanchè: il Carnevale in Italia ha fatto registrare un incremento di flussi turistici

Un contributo importante deriva dalla città di Napoli. Dal 2014 al 2022, il peso degli arrivi turistici della città sulla Campania è cresciuto, dal 15,5% nel 2014 al 20,8% nel 2022, raggiungendo 1 milione di arrivi e 2,7 milioni di presenze. A Napoli il peso della domanda straniera è del 49,4%. L’elevata attrattività nazionale ed internazionale della città capoluogo procura una spinta alla domanda turistica della regione. La sinergia tra i diversi “turismi” ha effetti positivi su diverse filiere. Ciò fa sì che il valore aggiunto generato da ogni presenza turistica aggiuntiva sul territorio della Campania (167€) sia tra il più alti in Italia. Se, secondo SRM, il turismo culturale attiva più ricchezza rispetto a quello balneare (145€ contro 128,2€) ed ancor più quello enogastronomico (151,7 euro), l’offerta integrata della Campania e di Napoli fa crescere il valore aggiunto del settore.

Per il 2024, lo scenario base prevede che venga conservata la situazione attuale, sia per l’Italia che per il Mezzogiorno. Anche per la Campania si ipotizza un 2024 positivo, trainato sempre dal turismo internazionale, al netto di eventuali peggioramenti degli scenari geoeconomici e geopolitici internazionali. È molto probabile, pertanto, che anche la città di Napoli possa continuare la sua funzione di traino anche nel 2024, attirando un crescente numero di turisti.

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