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Turismo in Sicilia: prevedibile il Gennaio nero, nel 2020 si sono perse 9 mln di presenze

Nel campo del turismo era prevedibile che il mese di gennaio 2021 registrasse in Sicilia una brusca frenata che si è attestata intorno all’80%, un dato in ogni caso allarmante.

Un dato per tutti; lo scorso anno Taormina, capitale del turismo isolano, registrò a gennaio, rispetto al dato del 2019, un incremento straordinario di presenze del 31% seguito da un + 18 % nel mese di febbraio, dovuto in grand parte ad un ingente flusso di cinesi che – sull’onda del format televisivo “Chinese restaurant” seguito da milioni di cinesi – invasero la perla dello Jonio.

Ma è il dato del 2020 che testimonia le lacrime e il sangue versate dagli operatori siciliani, attestando la Sicilia come la regione che, in chiave percentuale, ha pagato tra i “conti più salati”, preceduta solo dal Veneto: meno 3 milioni di arrivi e meno 9 milioni di presenze con un calo rispettivamente pari al 58% e al 59,6% rispetto ai dodici mesi del 2019.

Da evidenziare la riduzione del consumo totale di beni e servizi da parte del viaggiatore (alloggio, pasti, intrattenimenti, souvenir, regali, altri articoli per uso personale ecc.) che si è attestata, nel 2019, in Sicilia a 651 milioni di euro, preceduta in valori assoluti solamente da 3 regioni: Campania con 892 milioni di euro, Liguria con 752 milioni di euro, Piemonte con 666 milioni di euro.

Ricordiamo che il turismo, uno dei settori portanti dell’economia siciliana, con il suo indotto, vale un giro d’affari di 2,6 miliardi, che si ferma a 1,6 solo con il fatturato diretto.

Nell’Isola, al 31 dicembre 2019, c’erano 1.333 hotel per un totale di 123.716 posti letto, ma le aziende del settore ricettivo (inclusi dunque camping, residence, bed and breakfast, affittacamere e tutte le altre declinazioni dell’extra-alberghiero) sono in tutto 7.648, per un totale di 207.134 posti letto. 

Nonostante queste capacità ricettive l’Isola non riesce però a superare i 15 milioni di presenze turistiche che vengono registrate ogni anno e un’azione di rilancio potrebbe andare nella direzione della destagionalizzazione con una potenzialità di raddoppio delle presenza, per un traguardo possibile di 30 milioni. Questo comunque è un argomento che merita un ulteriore approfondimento.

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