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Un viaggio nel passato e nel presente artistico di Firenze: la straordinaria storia del complesso de Le Murate

Immerso nella storia antica di Firenze, il complesso de Le Murate è stato testimone di epoche e avvenimenti che hanno plasmato il destino della città. In passato, un sontuoso convento che ospitava nobili italiani di spicco, ha poi assunto il ruolo di carcere, conservando intatto il fascino dei suoi muri carichi di storia.

Oggi, Le Murate è rinato come un vivace centro culturale, pulsante di creatività e innovazione nel cuore di Firenze. Qui, arte e cultura contemporanea si mescolano armoniosamente, offrendo ai visitatori un’esperienza unica e coinvolgente. A breve distanza si erge il Brunelleschi Hotel, un’oasi di comfort e raffinatezza che offre il punto di partenza ideale per esplorare le meraviglie della città.

Nel cuore del quartiere storico di Santa Croce, delimitato da Via dell’Angolo, Via Ghibellina e Viale Giovine Italia, si trova un complesso dalla storia particolare, cosi come il nome: Le Murate. Nato all’inizio del Quattrocento come monastero per quelle donne pie che già vivevano rinchiuse volontariamente in piccole casupole (da qui il nome “murate”), oggi è diventato un punto di riferimento per eventi, concerti e mostre nel capoluogo toscano. Dalla seconda metà del Quattrocento e per tutto il XVI secolo, il monastero accolse le figlie delle più importanti famiglie italiane dell’epoca, accrescendo di molto la sua importanza anche come crocevia culturale: vi transitarono, infatti, fanciulle Sforza, Gonzaga, Este, Orsini, Farnese, Da Montefeltro. Ospite illustre fu Caterina Sforza, che qui morì e fu sepolta, cosi come importante è stata l’accoglienza e la protezione destinata a Caterina de’ Medici, che a questo luogo rimase molto legata. Come convento la struttura crebbe nei secoli successivi fino al 1808 quando, nell’ambito delle ordinanze contro la Chiesa ed il clero volute da Napoleone, venne chiuso. Successivamente gli spazi ospitarono anche una caserma, una fabbrica di fuochi d’artificio e alloggi per le truppe austroungariche di passaggio verso Roma.

Dal 1845, anno di una prima ristrutturazione, gli spazi delle Murate vennero adibiti a nuovo carcere maschile cittadino, che è stato protagonista di eventi drammatici come quelli durante la seconda guerra mondiale: in quel tempo, infatti, vennero qui imprigionati e torturati cittadini ebrei e partigiani. Ma quelle stanze hanno visto anche scorrere altre pagine di storia, tra cui l’alluvione del 1966 quando i soccorritori salvarono i detenuti intrappolati con l’Arno in piena. Nel 1985 il carcere venne chiuso, i detenuti trasferiti e l’intero complessoormai disabitato, divenne oggetto di un ambizioso progetto di ristrutturazione e riqualificazione, guidato da Renzo Piano. Quello che oggi è diventato un fiore all’occhiello per Firenze, ovvero un centro per l’arte e la cultura contemporanea, che propone mostre, workshop e altre iniziative di carattere artistico e culturale con focus sulle tematiche e i linguaggi contemporanei. A questo si aggiunge un caffè letterario, dove oltre a sorseggiare un buon caffè o prendere un aperitivo si può partecipare a diversi eventi tra reading, dibattiti, rassegne video, esposizioni d’arte e di fotografia, concerti di musica dal vivo e attività dedicate alle famiglie. Non mancano, poi, un ristorante, appartamenti, uffici e attività commerciali. L’obbiettivo per il progetto di recupero delle Murate è stato principalmente quello di creare un ambiente multifunzionale valorizzando lo spazio urbano senza prevedere particolari stravolgimenti del valore storico ed architettonico.

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Innegabile è la bellezza strutturale dell’intero complesso, cosi come la sua vocazione espositiva che si deve soprattutto al MAD, Murate Art District, che cura tutte le attività culturali proposte. Tra queste anche, in particolari occasioni, le visite guidate negli interni del Carcere Duro, per un riflessivo viaggio indietro nel tempo che testimonia i fatti della Resistenza. I visitatori possono vedere da vicino le celle in cui, tra gli altri, furono detenuti gli oppositori fiorentini al fascismo e anche lo scrittore Carlo Levi, qui prigioniero fino al giorno successivo alla caduta di Mussolini. Particolarmente importanti sono anche gli spazi per le start up e la Cappella della Madonna della Neve, la cui facciata crea un tutt’uno con la parte più alta del recinto murario e la cui piazza, ad ovest, insieme alla Piazza delle Murate ad est, risulta essere un piacevole punto di ritrovo per tutti coloro che abbiano voglia di trascorrere rilassanti momenti tra gastronomia, arte e storia. Per poter respirare non solo tutta la storia ma anche l’arte e la contemporaneità proposta dal complesso Le Murate, indirizzo strategico per il soggiorno a Firenze è il Brunelleschi Hotel situato a poca distanza. Anche qui storia, arte e contemporaneità si intrecciano grazie alla straordinaria location dell’edificio che comprende la torre più antica di Firenze e una chiesa medievale.

Brunelleschi Hotel a Firenze

Brunelleschi Hotel

L’ingresso del Brunelleschi Hotel si affaccia su una accogliente piazzetta del centro storico fiorentino, a pochi passi dal Duomo, da Palazzo della Signoria e dalla Galleria degli Uffizi: l’albergo è attorniato dalle vie dello shopping e dai musei più famosi della città. Il Brunelleschi Hotel ingloba nella facciata una torre semi circolare bizantina del VI secolo e una chiesa medievale, interamente ristrutturate nel rispetto delle caratteristiche originali. All’interno, un museo privato conserva reperti rinvenuti durante il restauro della Torre e un calidarium di origine romana, oggi incastonato nelle fondamenta. Il Brunelleschi Hotel fa parte degli Esercizi Storici Fiorentini. L’albergo è stato rinnovato in uno stile classico contemporaneo estremamente elegante, dove predominano i colori chiari e il grigio della tipica pietra serena.

Il Santa Elisabetta è il ristorante gourmet dell’hotel, uno degli indirizzi gastronomici più interessanti su Firenze. È stato insignito dalla Guida Michelin dal 2021 della seconda stella; ha ricevuto due forchette nella Guida dei Ristoranti d’Italia 2023 di Gambero Rosso e due cappelli nella Guida gourmet de L’Espresso 2024. Situato in una sala intima con solo 7 tavoli al primo piano della torre bizantina facente parte dell’hotel, alla location invidiabile aggiunge un’atmosfera ricercata e una cucina raffinata. E’ aperto dal martedì al sabato a pranzo dalle 12.30 alle 14.00 e a cena dalle 19.30 alle 22.00. Dal 2017 la proposta gastronomica dell’albergo è firmata dallo Chef Rocco De Santis.

La più informale Osteria Pagliazza, è situata al pianterreno dell’hotel e durante la bella stagione ha anche tavoli all’aperto sulla suggestiva piazzetta antistante l’albergo; propone un menu sfizioso di piatti dichiaratamente a base di ingredienti del territorio. Affianco all’Osteria si trova il Tower Bar, che propone cocktail inediti e personalizzati degustabili anche nel ristorante gourmet.

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